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lunedì, 27 febbraio 2006

Non avevo nessuna intenzione di pubblicare un post su "Hostel", film  dichiarato come la più sconvolgente, inquietante,
pellicola horror splatter mai realizzata prima,ecc.  (è addirittura vietato ai minori di 18 anni!). Insomma una pubblicità
incredibile (forse solo per il nome di Tarantino tra i produttori)ma alla fine a me è sembrato un film come altri mille di
questo genere (pure un po' noioso  nel primo tempo), ma la cosa che più spaventa (se non si tratta di un'ulteriore trovata
pubblicitaria x promuovere maggiormente il film...!) è che l'idea è venuta a Eli Roth (il regista di "Cabin Fever") dopo
aver scoperto l'esistenza di un 'certo' sito internet parlando con l'amico Harry Knowles, il web-master di Aintitcoolnews.com. Riporto qui di seguito le parole di Roth.

"Chiacchieravamo delle cose più disgustose che si possono trovare su Internet" ricorda Roth. "Quelle cose che oltrepassano
la normale brutalità di incidenti con lo skateboard o delle due giapponesi che vomitano una nella bocca dell'altra in una
vasca da bagno." Knowles affermò di essersi imbattuto in qualcosa di talmente terribile da non riuscire neanche a confessarlo
 a Roth, il che rendeva il regista ancora più curioso. Infine, Knowles inoltrò a Roth il sito web in questione e ciò che
Roth scoprì lo impressionò molto di più di quanto avrebbe mai immaginato: da qualche parte in Tailandia esisteva un commercio
 che faceva affari sfruttando il brivido umano dell'assassinio. Dietro compenso di 10.000 dollari, chiunque aveva la
possibilità di essere accompagnato in una stanza, di imbracciare un fucile carico e avere a disposizione un altro essere
umano da uccidere.

"L'idea mi diede immediatamente la nausea" ricorda Roth. "Ma allo stesso tempo era vera. La gente ha un gusto morboso e
crudele. Non vi è limite a ciò che ha voglia di fare a qualcun altro per il proprio piacere e questa è la cosa più terribile,
 ciò che mi colpisce più di tutto".

Secondo il sito web, questa pratica era perfettamente legale in Tailandia perché le vittime partecipavano volontariamente.
Si trattava di disperati, poveri in canna, i cui familiari morivano di fame. Sacrificandosi, procuravano ai loro cari il
denaro necessario per sopravvivere. "Il sito web presentava il tutto come se i futuri killer fossero dei benefattori, come
se rendessero un servizio alle vittime con la loro bizzarra assicurazione sulla vita" continua Roth.

E per concludere il link di un'intervista rilasciata da Roth http://filmup.leonardo.it/speciale/hostel/int01.htm

Amelie76 ha postato alle 12:39 | Permalink | Se volete lasciare un commenti (1)commento
categoria:cinema, hostel