
Angel-A
Titolo originale: Angel-A
Nazione: Francia
Anno: 2005
Genere: Commedia, Romantico
Durata: 90'
Regia: Luc Besson
Sito ufficiale: www.angela-lefilm.com
Cast: Jamel Debbouze, Rie Rasmussen, Franck-Olivier Bonnet, Michel Chesneau, Olivier Claverie, Akim Colour, Tonio Descanvelle, Sara Forestier
Produzione: Europa Corp., TF1 Films Productions, Apipoulaï
Distribuzione: 01 Distributiuon
Data di uscita: 17 Marzo 2006
Recensione (o più miseramente 'il mio commento al film'):
Luc Besson col suo ultimo film,il decimo, torna a girare un film a basso budget che si discosta molto dai suoi ultimi lavori, a partire dalla sceneggiatura. "Angel-A" è una commedia romantica, quasi una favola moderna, ambientata a Parigi che vede protagoniti James Debbouze (ha recitato anche ne "Il favoloso mondo di Amelie" e comico di Canal +, molto famoso in Francia) e Rie Rasmussen (attrice danese di "Femme Fatale" e che ha girato alcuni cortometraggi per la società poduttrice di Besson). Il primo veste i panni di Andrè un uomo depresso, pieno di debiti e senza alcuna fiducia in sè stesso che trovandosi (un po' per caso) al di là della spalletta del Pont Neuf (doveva essere solo una finzione per attirare l'attenzione della polizia!) decide di gettarsi veramente, vedendola come unica soluzione per sfuggire ai creditori. In quel momento una ragazza vicino a lui (la Rasmussen) sta facendo lo stesso e quando si butta giù dal ponte lui la segue per salvarla. Angela, come dice di chiarmarsi, in realtà è un angelo in missione sulla Terra per aiutarlo ad uscire dai guai e per insegnargli ad aver fiducia in sè stesso.
La trama risulta piatta, con il luogo comune che la vera bellezza è quella interiore e che per amare gli altri dobbiamo prima imparare ad amare noi stessi, e con una retorica piuttosto banale, ma meriterebbe d'esser visto solo per la splendida fotografia di Thierry Arbogas (Catwoman, Nikita, Leon, Giovanna D'Arco, e tutti gli altri film di Besson).
Interamente girato in bianco e nero, scelta motivata dal regista per completare il 'tema' di dualità presente nel film (il bene e il male; lei alta bella e sicura di sè, lui basso bruttino e insicuro). Inoltre: "Il colore avrebbe dato troppo realismo, sarebbe stato troppo crudo, volevo staccarmi dalla realtà tramite le immagini e la musica" ha spiegato Besson.
Ottime le riprese che alternano primi piani a inquadrature in campo largo dei protagonisti su deserti ponti sulla Senna.
Alla Conferenza Stampa del 13 Marzo riportata su FilmUp (che trovate qui http://filmup.leonardo.it/speciale/angel_a/int01.htm) alla domanda: "Il suo film sembra una favoletta, non le pare che i percorsi interiori siano poco credibili?" Besson ha risposto: non ho nulla contro le favole, non c'è nulla di male nel raccontare in maniera semplice. Per esempio i cartoni della Disney, raccontano cose importanti in maniera semplicissima, per i bambini è una cosa che ammiro. E in più secondo me il cinema non deve dare risposte ma fornire degli input per la riflessione.
Ho voluto trascriverla perchè condivido pienamente quest' ultima cosa...


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