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domenica, 26 marzo 2006


 Angel-A

Titolo originale:  Angel-A
Nazione:  Francia
Anno:  2005
Genere:  Commedia, Romantico
Durata:  90'
Regia:  Luc Besson
Sito ufficiale:  www.angela-lefilm.com

 
Cast:  Jamel Debbouze, Rie Rasmussen, Franck-Olivier Bonnet, Michel Chesneau, Olivier Claverie, Akim Colour, Tonio Descanvelle, Sara Forestier
Produzione:  Europa Corp., TF1 Films Productions, Apipoulaï
Distribuzione:  01 Distributiuon
Data di uscita:  17 Marzo 2006

Recensione (o più miseramente 'il mio commento al film'):

Luc Besson col suo ultimo film,il decimo, torna a girare un film a basso budget che si discosta molto dai suoi ultimi lavori, a partire dalla sceneggiatura. "Angel-A" è una commedia romantica, quasi una favola moderna, ambientata a Parigi che vede protagoniti James Debbouze (ha recitato anche ne "Il favoloso mondo di Amelie" e comico di Canal +, molto famoso in Francia) e Rie Rasmussen (attrice danese di "Femme Fatale" e che ha girato alcuni cortometraggi per la società poduttrice di Besson). Il primo veste i panni di Andrè un uomo depresso, pieno di debiti e senza alcuna fiducia in sè stesso che trovandosi (un po' per caso) al di là della spalletta del Pont Neuf (doveva essere solo una finzione per attirare l'attenzione della polizia!) decide di gettarsi veramente, vedendola come unica soluzione per sfuggire ai creditori. In quel momento una ragazza vicino a lui (la Rasmussen) sta facendo lo stesso e quando si butta giù dal ponte lui la segue per salvarla. Angela, come dice di chiarmarsi, in realtà è un angelo in missione sulla Terra per aiutarlo ad uscire dai guai e per insegnargli ad aver fiducia in sè stesso.
La trama risulta piatta, con il luogo comune che la vera bellezza è quella interiore e che per amare gli altri dobbiamo prima imparare ad amare noi stessi, e con una retorica piuttosto banale, ma meriterebbe d'esser visto solo per la splendida fotografia di Thierry Arbogas (Catwoman, Nikita, Leon, Giovanna D'Arco, e tutti gli altri film di Besson).
Interamente girato in bianco e nero, scelta motivata dal regista per completare il 'tema' di dualità presente nel film (il bene e il male; lei alta bella e sicura di sè, lui basso bruttino e insicuro). Inoltre: "Il colore avrebbe dato troppo realismo, sarebbe stato troppo crudo, volevo staccarmi dalla realtà tramite le immagini e la musica" ha spiegato Besson.
Ottime le riprese che alternano primi piani a inquadrature in campo largo dei protagonisti su deserti ponti sulla Senna.

Alla Conferenza Stampa del 13 Marzo riportata su FilmUp (che trovate qui http://filmup.leonardo.it/speciale/angel_a/int01.htm) alla domanda: "Il suo film sembra una favoletta, non le pare che i percorsi interiori siano poco credibili?" Besson ha risposto: non ho nulla contro le favole, non c'è nulla di male nel raccontare in maniera semplice. Per esempio i cartoni della Disney, raccontano cose importanti in maniera semplicissima, per i bambini è una cosa che ammiro. E in più secondo me il cinema non deve dare risposte ma fornire degli input per la riflessione.
Ho voluto trascriverla perchè condivido pienamente quest' ultima cosa...

Amelie76 ha postato alle 18:23 | Permalink | Se volete lasciare un commenti commento
categoria:recensioni, cinema, locandine, luc besson, angel-a
domenica, 19 febbraio 2006

"Jarhead"

Il film è tratto dal diario omonimo, diventato poi un best seller, dell'ex 'jarhead' (ovvero 'testa rasata' come vengono definiti in gergo i marines) Anthony Swofford, di appunti scritti nel 1991 durante la guerra in Irak. Il libro, che ha indignato il corpo dei marines, è stato definito dal New York Times come "la più scioccante testimonianza dalla Guerra del Golfo". La pellicola di Sam Mendes è il racconto in prima persona del ventenne "Swoff" (interpretato da Gyllenhaal), dal duro addestramento (con scene alla "Full Metal Jacket") all'operazione Desert Storm (le riprese sono state fatte nelle zone desertiche della California e del Messico),  vissuta con una tensione -ma anche una sorta di eccitazione- continua per un nemico che potrebbe nascondersi dietro ad ogni duna.  La guerra vera e propria non arriverà mai per i jarhead (la combatterà l'aviazione) e Swofford scriverà: "Quattro giorni, quattro ore, un minuto. Questa è stata la mia guerra.Non ho mai sparato un colpo." Mendes qui è intenzionato a mostrarci  il lato psicologico della guerra attraverso lo stato emotivo dei marines, dall'eccitazione nell'attesa di un nemico a cui sparare alla paura... E il film risulta convincente, riuscendo a coinvolgere, grazie anche alle ottime interpretazioni dei protagonisti da Jake Gyllenhaal (che non finirà mai di sorprendermi!) nel ruolo di Swoff, che qui secondo me dimostra una volta di più le sue notevoli capacità recitative, a Peter Sarsgaard,  a Jamie Foxx  nel ruolo del sergente Sykes... Il cast è azzeccatissimo!

L'ho visto non appena uscito venerdì, nell'unico cinema di Firenze che lo proiettava, al terzo spettacolo, quello delle 20.05 con circa una ventina di persone in sala... Non sono rimasta delusa, anzi. Secondo me è un film da non sottovalutare. Un film di quelli che ti fanno riflettere, tornando a casa, che ti lasciano un po' di amaro in bocca...

 
Titolo originale:  Jarhead
Nazione:  U.S.A.
Anno:  2005
Genere:  Drammatico
Durata:  123'
Regia:  Sam Mendes
Sito ufficiale:  www.jarheadmovie.com
Sito italiano:  www.uip.it/jarhead/

Qui trovate un'intervista a Jake riguardo "Jarhead":  http://filmup.leonardo.it/speciale/jarhead/int01.htm


Cast:  Jake Gyllenhaal, Jamie Foxx, Peter Sarsgaard, Jacob Vargas, Skyler Stone, Wade Williams, Katherine Randolph, Chris Cooper
Produzione:  Universal Pictures
Distribuzione:  UIP
Data di uscita:  17 Febbraio 2006

 

 

Amelie76 ha postato alle 01:12 | Permalink | Se volete lasciare un commenti (4)commento
categoria:recensioni, cinema, locandine, jake gyllenhaal, jarhead
sabato, 04 febbraio 2006

Ecco la mia prima recensione (o qualcosa di simile... riconosco i miei limiti! ^^'')

Brokeback Mountain  (di Amélie Poulain)

Vincitore del Leone d'Oro a Venezia, 4 Golden Globe (miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura e miglior canzone
originale), il Premio della Critica a Los Angeles, e adesso candidato a 8 Premi Oscar come miglior film, miglior regia
(AngLee), miglior sceneggiatura non originale, miglior attore protagonista (Heath Ledger), miglior attore non protagonista
(Jake Gyllenhaal), miglior attrice non protagonista (Michelle Williams), miglior fotografia (Rodrigo Prieto),e miglior colonna
sonora.

Il film è tratto dal racconto di E.Annie Proulx (pubblicato nel '97 su "New Yorker") da cui subito Larry Mc Murtry e Diana
Ossana trassero una sceneggiatura, rimasta ferma per ben 6 anni (sembra che nessun giovane attore di Hollywood, sconsigliato
dai propri agenti, volesse rischiare di compromettere la propria futura carriera artistica con un ruolo gay!). Poi, è
arrivata nelle mani di Ang Lee e Heath Ledger e Jake Gyllenhaal (che ancora non erano a conoscenza di chi avrebbe diretto
il film!)hanno firmato il contratto per il film...

Ambientato nel Wyoming, e un punto di forza del film è proprio lo scenario naturale utilizzato (anche se in realtà è stato
girato nello stato canadese di Alberta!), è la storia di due giovani ventenni, Ennis e Jack, che nell'estate del '63 si
ritrovano a lavorare insieme come mandriani sulla montagna di Brokeback. La convivenza "forzata" li porta a stringere tra
loro una profonda amicizia che presto diventa passione, sebbene all'inizio tendano a non accettare quella reciproca e
"sbagliata" attrazione. Finito quel lavoro stagionale i due si separano, tornando alla loro vita di tutti i giorni: Ennis
si sposa con la fidanzata Alma (ad interpretarla l'attrice Michelle Williams, moglie di Ledger anche nella realtà) e da lei
ha due figlie; Jack si trasferisce in Texas, dove partecipa ai rodei, e finisce per sposare Laureen, figlia di un ricco
commerciante di macchine agricole, e da lei ha un figlio.
Dopo 4 anni di silenzio, Jack spedisce una cartolina ad Ennis. I due si rivedono e  capiscono di non poter reprimere il
loro amore. Così continuano a vedersi segretamente due o tre volte l'anno nella Brokeback Mountain (questo andrà avanti per
vent'anni!). Jack avrebbe voluto vivere con Ennis, occupandosi del ranch dei suoi genitori, ma l'altro si ostinava a voler
proteggere la sua vita da uomo "normale", una vita di facciata, per non correre rischi in quello che è uno degli stati più
omofobi d'America.
Le parole finali di Ennis: "Jack, io ti giuro...!" pronunciate con tutta la rabbia dettata dal rimpianto, colpiscono dritte
come un pugno allo stomaco.

Il film è molto più che un "western gay" come molti l'hanno definito, è una bellissima e drammatica storia d'amore,
innanzitutto, (e al diavolo qualsiasi pregiudizio omofobico!),un amore "impossibile", e perciò sofferto, che sfocierà in un
drammatico (e crudele) finale...
Diretto ottimamente da Ang Lee e interpretato da altrettanti ottimi attori (sia Heath che Jake riescono a trasmettere tutti
gli stati d'animo dei protagonisti con sguardi e silenzi in modo straordinario).
Credo che in molti ricorderanno la Brockback Mountain..."un luogo dove nascondere il proprio amore segreto, il proprio sogno
romantico proibito, un posto che abbiamo conosciuto e dove ciascuno di noi può immaginare di tornare" dice lo stesso Ang Lee.
 "Mi piace perché è un luogo esistenziale: riguarda più l'idea dell'amore che l'amore in sè stesso."

A questo indirizzo trovate un po' di foto di scena: http://www.imdb.com/title/tt0388795/photogallery

 

Amelie76 ha postato alle 11:25 | Permalink | Se volete lasciare un commenti (5)commento
categoria:recensioni, cinema, locandine, brokeback mountain